Curiosità & Leggende

Unown: il Pokémon più debole del mondo è anche il suo mistero più grande

C’è un Pokémon che in battaglia non vale niente. Statistiche imbarazzanti, nessuna evoluzione, una sola mossa in tutto il repertorio. Le testate specializzate lo hanno eletto più volte tra i peggiori Pokémon mai creati, e chiunque ne abbia catturato uno da bambino ricorda la delusione di mandarlo in campo.

Eppure, quando si parla di misteri del mondo Pokémon, nessuno regge il suo confronto. Perché quel Pokémon inutile in battaglia è forse la creatura più inquietante dell’intero franchise: una lettera viva, che nei momenti giusti — e in compagnia giusta — può piegare la realtà. Signore e signori, gli Unown.

Lettere che respirano

Partiamo dai fatti. Unown (dall’inglese unknown, “sconosciuto”) è il numero 201 del Pokédex, tipo Psico puro, categoria ufficiale Pokémon Simbolo. Esiste in 28 forme: le 26 lettere dell’alfabeto latino, più il punto esclamativo e il punto interrogativo, aggiunti in terza generazione. Ogni forma ha un unico occhio — spalancato nelle lettere, socchiuso a metà nei segni di punteggiatura, come a chiudere la frase. Non si evolve, non ha sesso, fluttua attaccato ai muri delle rovine, e conosce una sola mossa: Introforza, il cui tipo cambia da esemplare a esemplare. Come dire: ogni singolo Unown nasconde un potere diverso, ma nessuno di loro può fartelo davvero pesare.

E qui arriva la prima chicca, direttamente dalla matita di Ken Sugimori. In un’intervista del 2000 raccontò che Unown nacque da un lampo d’ispirazione: voleva un Pokémon il cui riferimento non fosse riconoscibile, “qualcosa di più surreale, come un Pokémon venuto dallo spazio”. Solo disegnandolo il team notò la somiglianza con le lettere, e decise di cavalcarla creando l’intero alfabeto. Gli Unown, insomma, sono nati alieni e sono diventati lettere per strada. Bonus per gli occhi allenati: i due artwork ufficiali storici raffigurano la forma G e la forma F. Game Freak. Non è confermato che sia voluto, ma vogliamo crederci tutti.

Il Pokédex, dal canto suo, fa quello che sa fare meglio: instillare il dubbio. La voce di Rubino e Zaffiro è un piccolo capolavoro di inquietudine: questo Pokémon pare una lettera di un alfabeto antico; a tutt’oggi rimane un mistero chi sia comparso prima, se l’alfabeto o Unown. Rileggetela. Il gioco sta insinuando che la nostra scrittura potrebbe derivare da loro. Che qualche antico umano, davanti a queste creature fluttuanti, abbia imparato a scrivere copiandole.

Le Rovine d’Alfa: il messaggio di chi se ne andò

Il posto degli Unown per eccellenza sono le Rovine d’Alfa, vicino a Violapoli, in Johto. Quattro sale con enigmi a piastrelle — Kabuto, Aerodactyl, Ho-Oh, Omanyte — che una volta risolti aprono letteralmente il pavimento sotto i piedi e riempiono le rovine di Unown. In Cristallo, i ricercatori sul posto azzardano una spiegazione: gli enigmi funzionano come segnali di richiamo.

Ma il vero brivido è sui muri. Nelle sale sotterranee, decifrando la scrittura Unown, si leggono i frammenti di un messaggio lasciato da un’antica civiltà. Ricomposto, racconta una storia precisa: un clan umano viveva accanto agli Unown, incise parole e scolpì statue in loro onore, e poi se ne andò. Non cacciato: per scelta. La versione di Cristallo è la più toccante: gli umani devono imparare a vivere in armonia con essi; ce ne andiamo per il loro bene. E la sala di Omanyte spiega il perché: hanno una grande vita interiore e rifiutano il mondo esterno.

Fermiamoci un secondo, perché è un unicum assoluto: in un franchise fondato sul catturare le creature, l’unica civiltà che abbia mai convissuto con gli Unown ha concluso che la cosa giusta da fare era lasciarli in pace. E lo ha scritto sui muri, perché noi lo leggessimo mille e cinquecento anni dopo (l’età, per la precisione, è quella dichiarata in-game per le rovine gemelle del Settipelago, le Rovine Florabeto — le sette camere di Rosso Fuoco e Verde Foglia che ospitano tutte le 28 forme).

Chicca da brividi per finire il quadro: dentro le Rovine d’Alfa, sintonizzando la radio del Pokégear sulla frequenza 13.5, si capta una trasmissione anomala — “?????”, la chiamava la seconda generazione. Analizzandola, i fan ci hanno trovato dentro suoni riconoscibili: il verso distorto di Ho-Oh e la melodia del Flauto Cielo — cioè l’oggetto legato ad Arceus. Tenete a mente questo dettaglio: tra poco torna, e fa malissimo.

Quando le lettere si mettono insieme

Da solo, dice il Pokédex di Platino, un Unown “non produce alcun effetto; ma se ce ne sono due o più, emerge uno strano potere”. È la frase chiave di tutto il personaggio, ed è anche la premessa del film che li ha resi leggendari: Pokémon 3 – L’incantesimo degli Unown, l’ultimo scritto da Takeshi Shudō.

La storia la conoscete: il professor Spencer Hale, studiando gli Unown, viene risucchiato nella loro dimensione (sì, ne hanno una: il film la mostra esplicitamente). Sua figlia Molly, rimasta sola, gioca con delle piastrelle che riproducono i simboli Unown — e li risveglia. Gli Unown le leggono la mente, trovano il desiderio di una bambina che rivuole la sua famiglia, e lo esaudiscono nel modo più letterale e terrificante possibile: cristallizzano la villa e l’intera valle, e le fabbricano un padre — un Entei fatto di pura illusione, convinto lui stesso di esserlo.

Il dettaglio che rende il film 3 speciale è che gli Unown non sono cattivi. Sono, come li ha definiti qualcuno, involontariamente pericolosi: creature che non volevano essere disturbate, che reagiscono alla ricerca invadente di Hale e finiscono per esaudire desideri senza alcun filtro morale. Una specie di genio della lampada collettivo, senza il buonsenso del genio. Da soli, lettere mute. Insieme, una frase che riscrive il mondo.

La teoria: e se fossero il codice della creazione?

Ed eccoci al piatto forte, la teoria che gira da anni nella community e che va maneggiata da adulti: gli Unown sarebbero il linguaggio con cui Arceus scrisse la realtà.

Prima i fatti, perché stavolta il canon offre parecchio. In HeartGold e SoulSilver esiste un evento tanto oscuro quanto clamoroso: portando un Arceus da evento alle Rovine d’Alfa, si sblocca l’accesso alle Rovine Sinjoh, un luogo remoto che fonde le architetture di Johto e Sinnoh. Lì, sul Palco Mistica, Arceus fa l’unica cosa che nessun altro Pokémon può fare: crea. Genera dal nulla l’uovo di Dialga, Palkia o Giratina, a vostra scelta. E durante la sequenza della creazione, sullo schermo succede una cosa precisa: uno stormo di Unown circonda Arceus.

Aggiungeteci i pezzi che già abbiamo: la radio delle Rovine d’Alfa che nasconde la melodia del Flauto Cielo, lo strumento di Arceus. Le rovine dedicate agli Unown sempre vicine ai luoghi sacri (a Sinnoh, le Rovine di Flemminia — dove gli Unown compongono la parola FRIEND — sorgono nella regione dei miti della creazione, e nell’anime quel tempio è dedicato a Dialga e Palkia). Perfino Bulbapedia, che di solito pesa le parole, scrive che Unown “ha un legame sconosciuto con Arceus”.

Da qui, la teoria fa il salto: se Arceus ha creato l’universo, e gli Unown — lettere viventi capaci in gruppo di materializzare la realtà — compaiono ogni volta che crea qualcosa… allora gli Unown sarebbero il suo alfabeto. Il codice sorgente del mondo Pokémon. Le parole con cui il verbo divino è stato pronunciato.

Diciamolo chiaro, da appassionati onesti: è una teoria dei fan, non è mai stata confermata. Nessun testo ufficiale dice che gli Unown abbiano “scritto” alcunché, e il canon si ferma un passo prima: gli Unown assistono alla creazione, il legame esiste ma resta “sconosciuto”. Game Freak, come sempre nei suoi momenti migliori, ha piazzato gli indizi e si è rifiutata di unire i puntini. Però ammettiamolo: raramente dei puntini hanno chiesto così tanto di essere uniti.

Sfatiamo tre miti, già che ci siamo

Da veri collezionisti di leggende, tre precisazioni che vi faranno vincere le discussioni in gruppo:

Gli Unown non c’entrano con Missingno. La creepypasta che li vuole “parenti” del celebre glitch di prima generazione è affascinante e falsa: Missingno è un errore di lettura dati di Rosso e Blu, gli Unown sono Pokémon regolarissimi di seconda. Nessun legame ufficiale, mai.

La leggenda di CELEBI alle Rovine d’Alfa è falsa. Ai tempi di Oro e Argento girava la voce che catturando gli Unown giusti e componendo in squadra la parola “CELEBI” sarebbe apparso il Pokémon misterioso. Ci abbiamo creduto in tanti. Non esiste, non è mai esistito.

Il Braille non è lingua Unown. Le iscrizioni in Braille delle camere dei Regi a Hoenn (“prima Relicanth, ultimo Wailord”…) sono un sistema completamente diverso. Due misteri, due scritture: non mescoliamoli.

Le parole sono potere

Chiudiamo dove abbiamo aperto: il paradosso. Il Pokémon più debole del gioco è il più potente della sua mitologia, e la cosa non è un incidente — è il punto.

Perché gli Unown funzionano esattamente come le lettere che rappresentano: una lettera, da sola, non significa niente. Non vince battaglie, non racconta storie, non crea nulla. Ma mettete insieme le lettere giuste e ottenete una parola; mettete insieme le parole giuste e ottenete un desiderio, una promessa, un incantesimo, un mondo cristallizzato attorno a una bambina che rivoleva il suo papà. Nel dubbio che il Pokédex ci ha piantato in testa — sono nati prima gli Unown o l’alfabeto? — c’è la domanda vera: il linguaggio lo abbiamo inventato noi, o ci ha inventati lui?

Per una volta, il Pokémon “inutile” è quello che ha più da dire. Bastava metterlo in gruppo.

— I Broski

La conversazione continua

Team 'gli Unown hanno scritto la realtà' o team 'sono solo lettere fluttuanti'? E qual era la vostra forma preferita?

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